3 Studio: “La dottrina di Dio” a cura del fratello Cusumano (parte 1)

 

Oltre a leggere le dispense di questa materia, si può ascoltarne la spiegazione:

 

I. L’ESISTENZA DI DIO: la rivelazione

Dio si rivela nelle Scritture: “Nel principio Iddio…” (Genesi 1:1), che ne sottolineano l’unicità e la veridicità: “perché abbiamo posto la nostra speranza nell’Iddio vivente” (I Tim. 4:10) ed in pari tempo sottolineano la futilità di ogni negazione: “Lo stolto ha detto nel suo cuore: non c’è Dio” (Salmo 53:1).

Analizzeremo due aspetti, la rivelazione e la negazione di Dio.

1. LA RIVELAZIONE DELLA PERSONA DI DIO NELLE SCRITTURE.

Dio si è appieno rivelato nella Bibbia (Matteo 22:20,21), infatti: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio…” (II Timoteo 3:16). Lo studio di tale aspetto è sterminato, ci limiteremo ad evidenziare alcuni aspetti.

a) Nel principio. All’inizio della creazione Dio esiste, è ritratto con le stesse caratteristiche, che presenta nel Nuovo Testamento. Egli è Spirito non materia (1:2), è personale non ideale (Genesi 1:2,4,5,7), è onnipotente non limitato (1:26-27); amorevole non insensibile (1:28).

b) Nella promessa. Dio mostra sé stesso provvidente, Egli guarda al bene del popolo d’Israele (Romani 4:20; Atti 7:17) e prepara quello di tutta l’umanità (Romani 9:8; Efesini 2:12-13).

c) Nella Persona del Figliuolo. Il Signore Gesù ha appieno rivelato Dio, in primo luogo riguardo il nome (Matteo 6:9; Giovanni 20:17), poi riguardo il culto (Matteo 6:7-8; Giov. 4:14), il disegno e l’opera (Giov. 3:16), la Trinità (Giov.10:30; 14:10-11; 14:26).

2. LA RIVELAZIONE DELLE PERFEZIONI DI DIO NELLE SCRITTURE.

Le Scritture rivelano l’Iddio personale, tale “ritratto” è ricco e complesso. Cogliamo soltanto alcuni aspetti partendo da Esodo 3:13-14, brano nel quale è rivelato il Nome del Patto, con esso Dio si rivela come Dio di Grazia, esso comporta:

a) L’esistenza eterna, Dio è senza origine né inizio, è sempre esistito (Salmo 90:2; Isaia 40:28; Romani 1:20).

b) La sufficienza, Dio è sufficiente in assoluto, è autoesistente (Salmo 102:24-27), indipendente da ogni altro essere (Giovanni 5:26).

c) L’immutabilità, Dio nell’eternità è sempre uguale a Sé stesso nei pensieri e nell’opera (Malachia 3:6; Giacomo 1:17).

3. LA RIVELAZIONE DELLA POTENZA DI DIO NELLE SCRITTURE

L’Iddio personale e perfetto rivelato nelle Scritture è anche operante. Dio può tutto ciò che vuole e lo adempie nel modo che reputa giusto (Giobbe 42:2).

a) La sapienza nella potenza di Dio (Giobbe 9:4; 36:5; Romani 8:28).

b) La costanza della potenza di Dio (Efesini 3:20).

c) La benignità nella potenza di Dio (Efesini 3:20)

I.a L’ESISTENZA DI DIO: la negazione

L’ateismo è concetto indeterminato e relativo. Ampio è lo spettro delle posizioni inerenti alla negazione dell’esistenza di Dio. Per comodità indichiamo tre usi del termine.

a) L’ateismo teorico: la credenza di chi nega l’esistenza di Dio.

b) L’ateismo pratico: la condotta di chi vive come se Dio non esistesse.

c) L’ateismo positivo: la credenza e la condotta di chi si adopera per argomentare a favore dell’inesistenza di Dio.

La prima e l’ultima teoria sono “moderne”. La Bibbia si sofferma esclusivamente sull’ateismo pratico, di gran lunga il più antico e diffuso.

1. LA DEFINIZIONE DELL’ATEISMO PRATICO.

Il libro dei Salmi in tal senso è ricco di materiale. L’ateismo pratico si connota per una:

a) Teologia dell’assenza di Dio. Le affermazioni concernono più che la non esistenza di Dio la sua assenza nella storia dell’umanità e in quella del singolo, tale vuoto giustificherebbe una condotta libertina (Salmo 10:12; Efesini 2:12), che si concretizza ne:

– la superbia (Salmo 10:1-4), cioè l’opinione esagerata di sé.

– L’iniquità (Salmo 36:1), indica perversione della vita e della verità.

– La malignità (Salmo 53:1), indica disordine ed inquietudine.

b) Psicologia dell’arroganza dell’uomo. Le figure di atei pratici sono due

– L’empio, colui che conoscendo la verità la ignora e contraddice (Gen 18:23; Sal 71:4).

– Lo stolto, è l’insipiente (Matteo 7:26), manifesta pochezza di mente ed è uno scriteriato.

2. LA DENUNCIA DELL’ARROGANZA DELL’ATEISMO PRATICO.

La Bibbia denuncia la ribellione interiore dell’uomo, che lo induce a trovare giustificazioni carnali al proprio operato (Salmo 14:1).

a) La ribellione è connessa al peccato (Salmo 78:17)

b) La ribellione è volta contro Dio (Giosuè 22:17-18)

c) La ribellione è aspetto della vecchia natura (Efesini 2:2)

 

3. LA DIMOSTRAZIONE DELL’INCONGRUENZA DELL’ATEISMO PRATICO.

Le Scritture rivelano in aperta contraddizione a quanto sostenuto dall’ateo pratico:

a) L’esistenza di Dio, la Bibbia rivela Dio quale: Spirito purissimo (Salmo 10:14; Giovanni 4:24), Spirito personale (Salmo 10:15), Spirito provvido (Salmo 10:17; Salmo 14:5). Dio non è assente.

b) L’onnipresenza di Dio, s’intende la realtà della “presenza” di Dio ovunque, per potenza e per essenza, senza distinzione di luogo ed intensità (Geremia 23:24). Dio è assolutamente presente.

c) L’opera di provvidenza di Dio, è l’azione personale di Dio, Egli governa tutte le cose secondo la propria volontà ed il consiglio della propria sapienza (Matteo 10:30-31). Dio è operante.

 

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