Grida al Signore

Testimonianza di Giuseppe M.

Tante ferite e lacerazioni, un’infanzia difficile ma Giuseppe ha scoperto che solo Dio ascolta il grido di chi soffre, donando l’aiuto necessario per guarire, liberare dal peccato, da ogni tipo di dipendenza e dai cattivi sentimenti che attanagliano il cuore.

Pace a tutti,

sono Giuseppe, ho 18 anni e voglio raccontare quello che il Signore ha fatto nella mia vita. Sono nato in una famiglia cristiana evangelica. Fin da piccolo i miei genitori mi hanno portato in chiesa e lì frequentavo la scuola domenicale. Con il tempo, mio padre si allontanò dal Signore e dalla chiesa, iniziò a fumare (non solo sigarette) e a bere, diventando alcolizzato. La situazione a casa non era delle migliori… lui iniziava ad essere violento, ci picchiava sempre; mi costringeva a giocare alla playstation e se perdevo mi picchiava; saltavo la scuola, non si andava più in chiesa… era diventata una situazione insostenibile! Mia madre piangeva sempre, ha provato tre volte a separarsi ma, per amore della famiglia, cercava sempre di passarci sopra e andare avanti: aveva davvero fiducia che il Signore poteva risolvere tutto. L’ultima volta, però, mio padre esagerò (arrivarono anche i carabinieri) e mia sorella disse a mia madre che questa volta non poteva far finta di niente. Insieme a mia madre siamo dovuti scappare da casa e siamo stati per circa 15 giorni a casa di mia nonna, perché mio padre era appostato fuori casa e non ci faceva uscire. Successivamente, grazie a Dio, lui andò da sua madre. In questa situazione drammatica, mia madre continuava a pregare il Signore. La vedevo sempre forte: trovava la forza nella preghiera. Questo, però, provocò un dolore immenso non solo a me, ma anche alle mie sorelle. Una di loro entrò nell’anoressia e questo, personalmente, mi faceva stare molto male. Nonostante tutto, mia madre rimase ancora fedele al Signore. In un campeggio cristiano il Signore salvò le mie due sorelle maggiori: gridarono al Signore ed Egli operò nella loro vita; tornarono diverse a casa, erano allegre, sempre gioiose nonostante tutto; non avevano più odio verso mio padre; mia sorella fu guarita dall’ anoressia: si erano rifugiate in Gesù. Io non riuscivo a comprendere. Mi arrabbiavo tanto con loro perché le vedevo diverse da me: io ero molto triste, sempre nervoso e cercavo sempre di litigare; a volte alzavo la voce, altre volte le mani… ero diventato molto violento; la situazione a casa mi creò tanta rabbia, molta insicurezza, ma sopratutto molto odio verso la mia famiglia. Con il tempo iniziai a non accettarmi: la mia vita non mi piaceva. Non nascondo che ho pensato tante volte di morire, perché non vedevo una via di uscita nelle mia situazione. Poi iniziai a frequentare le amicizie di questo mondo, pian piano iniziai a fumare e non mi fermai alla semplice sigaretta ma andai oltre, credendo che questo poteva sistemare la mia situazione, poteva appagare il mio cuore, ma la situazione peggiorava continuamente. Stavo fuori casa notti intere, cercavo di far pagare alla mia famiglia quello che avevo passato io da piccolo. Droga e alcol però non possono risolvere nessun problema! Cominciai a chiedere aiuto, perche ero in una condizione davvero brutta. Mi allontanai da casa per alcune settimane: fui ospite di una famiglia, a cui mi legai moltissimo, poi da un’altra ancora, ma la mia situazione rimase indifferente… si, è vero, là non fumavo, ma la situazione dentro di me non cambiava; quando tornai a casa ero peggio di prima… Ormai ero diventato più o meno come mio padre; vedevo la mia famiglia molto delusa da me, ma nonostante tutto, mia madre e le mie sorelle pregavano per me, perché credevano che prima o poi il Signore sarebbe intervenuto nella mia vita. Non parlavo facilmente dei miei problemi personali, anzi mi tenevo tutto per me, ma ero particolarmente legato ad una famiglia e a mio nonno. Il Signore permise che entrambi si allontanassero da me, in modi diversi, perché mio nonno morì. Stetti molto male per entrambe le situazioni, ma la morte di mio nonno per me fu davvero un trauma, perché per me era molto di più di un semplice nonno: lo vedevo come un padre. Tutto questo mi portò in una depressione profonda: odiavo sempre di più la vita e la mia famiglia; ero tremendamente infastidito perché mia madre e le mie sorelle continuavano a pregare nonostante questo; avevano fede, una fiducia in Dio capace di andare al di là di ogni situazione.

Qualche mese dopo la morte di mio nonno, il Signore mi diede l’opportunità di andare ad un campeggio cristiano evangelico. Era l’agosto del 2011. Durante il culto il Signore mi parlò attraverso la predicazione della sua Parola, che affrontava un tema importante: quello che regna nella nostra vita. La Parola di Dio mise in evidenza che nella mia vita regnavano l’odio e la rabbia. In quella sera il Signore mi parlò potentemente e io, a mia volta, gridai forte al Signore. Egli stese la Sua mano, mi salvò, mi battezzò nello Spirito Santo e uscii da quel locale diverso: non mi ero mai sentito amato cosi! Da quel giorno il Signore è entrato nella mia vita e non è più uscito! Oggi posso dire che il Signore ha dato la vittoria alla mia famiglia: ora siamo una famiglia che loda il Signore! In realtà mancano ancora mio padre e la mia sorella minore, ma abbiamo visto la mano del Signore nella nostra casa e siamo certi che il Signore porterà a compimento l’opera che ha cominciato.

Non conosco la tua situazione, non conosco i tuoi problemi ma sappi che il Signore è in grado di risolvere ogni problema. Ti invito a gridare al Signore, perché soltanto Lui può cambiare davvero ogni situazione.

Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti sosterrà (Salmo 55:22).

Pace, Dio ti benedica!

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