Salmo 23 – Verso 4 – Seconda parte

SALMO 23

1 Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca.

2 Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
 mi guida lungo le acque calme.

3 Egli mi ristora l’anima, 
mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, 
perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

5 Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca.

6 Certo, beni e bontà m’accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del Signore
per lunghi giorni.

LA CORREZIONE CHE CI RASSICURA 

“Il tuo bastone e la tua verga son quelli che mi consolano” (v. 4)

Non temo, quando passo per la valle oscura, perché il Signore è con me. Dopo e durante l’attraversamento delle prove appaiono degli insegnamenti: esse non ci affossano ma ci insegnano. Invece, se cediamo alle tentazioni siamo affossati e cadiamo spiritualmente.

I. La difesa della pecora il tuo bastone 

A. Scelto

Il pastore sceglieva un bastone e lo adattava per l’uso che ne avrebbe fatto: ricavato dalla radice di un alberello, arrotondava la punta e la rendeva della grandezza della sua mano; curava nei minimi dettagli l’impugnatura, in modo che fosse facile usarlo per colpire da vicino e tirarlo a chi minacciava il gregge da lontano (es. “clava”).

B. Il coraggio di difendere ad ogni costo (1 Samuele 17:34-37)

Davanti ai nemici (Sal. 23:5). Davide difendeva il suo gregge da vari aggressori a costo della propria vita. Gesù difese il cieco nato, la donna colta in adulterio, Maria che lo ungeva con l’olio costoso e profumato (segno di un’azione buona verso di Lui).

Gesù ci ha difesi a costo della sua vita: per la nostra vita di pecore ha dato la Sua vita di buon Pastore.

II. La guida della pecora la tua verga

Altri traducono: “vincastro”

A. Serve a Lui e a noi.

Quante volte Davide si sarà appoggiato sulla sua verga da pastore.

Viene paragonata allo Spirito Santo che ci sostiene (Romani 8:26).

La stessa potenza che ha sostenuto Gesù è in grado di sostenere noi (Efesini 1:18-20).

B. Autorevole.

Serve a guidare il gregge: tutte le pecore, dalla prima all’ultima. Le conta con la verga (Levitico 27:32). Il pastore, attraverso la verga, fa ritornare nel gregge la pecora che è rimasta indietro, quella caduta, o l’altra che è andata a brucare altrove.

Ci parla di crescita (Salmo 119:67); di incoraggiamento (Ebrei 10:24,25); di formazione (Giobbe 33:17-19); di correzione  (Salmo 119:71; Proverbi 3:11-12); di sottomissione (1 Pietro 5:4,5).

Alcune persone parlano del mistero della sofferenza, noi individuiamo il “ministero della sofferenza”. Un esempio biblico: l’apostolo Paolo viveva una sofferenza fisica continua, comprese successivamente che era permessa dal Signore per evitare alla sua vita che si insuperbisse e inorgoglisse.

III. La consolazione della pecora mi consolano

La versione Nuova Riveduta traduce: “mi danno sicurezza”.

Altri traducono: “sono il mio sostegno, conforto”.

A. Sicurezza della guida

La strada è precisa, è una via stretta ma conduce alla vita (Prov 6:23). Quando non sappiamo qual è la scelta giusta da compiere, possiamo rivolgerci a chi guida con sicurezza la nostra barca mediante il faro della Sua Parola e del Suo Santo Spirito. Il Signore non vuole che seguiamo il nostro spirito ma il Suo Spirito (Ezechiele 13:3).

C. Consolazione continua

“Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno.” (Salmo 16:11).

“Quand’ero turbato da grandi preoccupazioni, 
il tuo conforto ha alleviato l’anima mia.” (Salmi 94:19).

Sappiamo con certezza e sperimentiamo quotidianamente che ogni credente nato di nuovo beneficia di ogni ricchezza in Cristo Gesù, il buon Pastore. Una di queste ricchezze risiede nella consolazione continua che il sommo e divino Pastore offre all’anima che è da Lui profondamente amata e curata. Molto spesso siamo soggetti a scoraggiamenti, difficoltà, circostanze avverse e la nostra anima viene ferita. Proprio quando siamo senza forze, quando nessuno può capire gli strati più profondi del nostro essere così debole, scopriamo in Cristo la comprensione e consolazione migliori per noi. Come scrive Davide in questo Salmo, anche noi possiamo affermare: certo….. il mio sostegno e conforto arrivano dal Pastore!

Non una consolazione passeggera o un palliativo, noi riceviamo il sollievo profondo che rinforza la nostra anima e ci spinge a riconoscere in Cristo Gesù la consolazione perfetta per la nostra vita. Il nostro buon Pastore, il Figlio di Dio: l’Iddio di ogni consolazione!

Simone Caporaletti

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