Salmo 23 -Verso 6 – Seconda parte

SALMO 23

1 Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca.

2 Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme.

3 Egli mi ristora l’anima,
mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, 
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

5 Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo;
la mia coppa trabocca.

6 Certo, beni e bontà m’accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni.

LA CERTEZZA PER QUESTA VITA

“Certo, beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita” (v. 6).

Guardiamo attentamente questo passo: chi può affermare questo è un credente contento (Deuteronomio 5:33). Nel Salmo 25:10, però, vediamo che non per tutti i credenti è così ma solo per chi osserva la Parola e la volontà del Padre.

Chi non coltiva questi desideri:

  • La via di Dio è lasciata facilmente (Deut 9:16).
  • Il consiglio è: abbandonate il sentiero retto (Isaia 30:11).
  • Pensa che è vano servire Dio: che ci guadagniamo? (Malachia 3:14)

I. LA CERTEZZA COME UN FARO certo

A. Fra tante incertezze  attorno a noi.

Il proliferare di problemi economici, politici, religiosi, sociali, è in realtà segno comune degli ultimi tempi: Gesù ci ha detto che, all’avvenire di queste cose, avremmo dovuto rialzare il capo perché Egli sta per tornare. (Luca 21:28)

B. Non dubitare: “certo” è un termine che si può mettere davanti a ogni frase del Salmo. Proviamo a farlo insieme.

II. LA CERTEZZA COME UN BENE PREZIOSO  certo, beni e benignità

A. È la grazia di Dio che ci favorisce e ci accompagna.

Non è qualcosa di buono che si possiede in sé stessi (comunemente si dice che in fondo a ogni uomo c’è un po’ di bontà o di umanità).

La Bibbia esprime molto chiaramente che “tutti hanno peccato” (Rom. 3:23) e che “il cuore dell’uomo è insanabilmente maligno” (Ger. 17:9). Quindi l’uomo non è meritevole di alcun dono da parte del Suo Creatore. Ecco che, in questo scenario apparentemente irrisolvibile, appare la grazia di Dio. Il favore immeritato che riceviamo perché, anche se non siamo meritevoli di nulla, un Altro è stato trovato degno e si è fatto garante tra noi e Dio: il Salvatore, Cristo Gesù.

È la grazia di Dio che ci favorisce: Dio Padre ha mandato il Suo Unigenito Figlio nel mondo per compiere un’opera concreta e risolutiva di salvezza, in favore del peccatore. Per grazia siamo salvati, questo è il dono di Dio per noi! Il Signore ci perdona e ci guarda con favore, volgendo su noi il proprio sguardo d’amore: questo è possibile soltanto per la Sua meravigliosa grazia. Essa ci accompagna quotidianamente e ci porta a essere grati al nostro buon Pastore.

Abbiamo pace con Dio, abbiamo la certezza della vita eterna e di essere portati per la mano durante la vita su questa terra, vediamo assicurata la cura del Pastore per ogni pecora del Suo gregge: grazie a Dio per la Sua grazia!

Salmo 32:10 “…chi confida nell’Eterno, la Sua grazia lo circonderà.”

B. È la grazia di Dio che ci tratta come figli ubbidienti.

a. Vi è un compenso diverso tra il figlio disubbidiente e quello che ubbidisce e osserva la Parola del Padre (Salmo 24:3-4). La ricompensa per chi osserva i comandamenti è già su questa terra (Salmo 19:11). È una questione di sentimento e di amore verso il Signore (Giovanni 14:23-24).  In Isaia si dice: “Se siete disposti a ubbidire, mangerete i prodotti migliori del paese”.

b. Il bene non lo sceglie la pecora ma il pastore. La pecora non sa vedere e prevedere ciò che può essere buono, bene o migliore per lei.

Il Padre celeste, invece, sa qual è il nostro bene e noi vogliamo imparare a ubbidire a Lui.

Il vero credente non può essere come un bambino capriccioso che vuole nutrirsi solo di caramelle e merendine. Bisogna mangiare anche la pasta, la carne e la verdura per vedere una crescita armoniosa nel proprio sviluppo.

c. Il vero credente è ora al servizio della giustizia (Sal. 58:11; Prov. 11:18). Perciò è felice di servire il Signore.

III. LA CERTEZZA COME UNA COMPAGNIA   Certo… mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita

Altra traduzione: “felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita”.

A. La fede nella provvidenza e nella bontà di Dio

Tutte le cose risultano al mio bene non perché lo merito ma perché sono in buona compagnia (Romani 8:28). Altri traducono: “Dio opera mediante ogni cosa per il bene di coloro che lo amano”.

Giovanni era esiliato nell’isola di Patmos: si sentiva solo, era senza chiesa ma lì ebbe rivelazioni eccezionali da parte del Signore. Un’esperienza negativa trasformata in positiva.

B. La personificazione del carattere di Dio nella Persona di Cristo, il Buon Pastore

  1. Nella barca in tempesta, si presenta come: “Io sono, non temete”.
  2. Quando Gesù spiega il Buon Pastore che mette la sua vita per le pecore, dice che Egli manderà lo Spirito Santo come Consolatore, uno della stessa natura.
  3. Il carattere di Gesù e il frutto dello Spirito:

Il frutto dello Spirito è amore, allegrezza (gioia), pace, pazienza, benignità (benevolenza, dal greco lo adatto in CRESTA), bontà (lo adatto in AGATA), fedeltà (fiducia), mansuetudine (mitezza), autocontrollo (padronanza di sé). (Galati 5:22). Gesù è tutto questo (Matteo 11:29).

  1. Quando saluta il Suo gregge dice: vado a prepararvi un luogo, ma tornerò e vi accoglierò.
  2. Gesù promette che sarà con noi ‘tutti i giorni’ fino alla fine (Matteo 28:20).

Tutti i giorni forma un bellissimo contrasto con lunghi giorni.

Possiamo, per questo, affermare con forza: “la via di Dio è perfetta, la Parola del Signore è purificata con il fuoco” (Salmo 18:30).

Simone Caporaletti

Commenti chiusi