Salmo 23 – Verso 4 – Prima parte

SALMO 23

1 Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca.

2 Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
mi guida lungo le acque calme.

3 Egli mi ristora l’anima,
mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male,
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

5 Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca.

6 Certo, beni e bontà m’accompagneranno
tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni.

AVANZARE SEMPRE

Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.” (v.4)

I. Avanzare e camminare

A. La via stretta

Quella che il credente si trova a percorrere. E’ una via stretta ma conduce alla vita: inizia con la croce e finisce con il cielo. E’ una strada talvolta tortuosa e difficile ma chi la percorre gode dello sguardo dell’Onnipotente e della guida del Salvatore che tiene stretta la propria mano.

B. Il modo di camminare

  1. Degno del Signore: il credente vuole piacere al suo Signore e per questo cammina “come Egli camminò.” L’approvazione di Dio è l’obiettivo più alto che un credente possa prefiggersi nella sua vita terrena. Una vita che cammina in modo degno del Signore sarà sicuramente benedetta!

 

  1. Degno del Vangelo: il credente vuole vivere coerentemente alla Bibbia perché sa che è un dono di Dio per il bene dell’umanità. Vivere secondo l’insegnamento biblico non priva l’uomo delle maggiori soddisfazioni e divertimenti ma lo riempie dell’amore, della pace, delle ricchezze interiori provenienti dalla vera fonte d’acqua viva. L’uomo che cammina quotidianamente lasciandosi consigliare dalla Parola di Dio si sente profondamente e concretamente realizzato!

“Chi presta attenzione alla Parola se ne troverà bene, e beato Colui che confida nel Signore!” (Proverbi 16:20)

  1. Degno della chiamata che è stata rivolta: il credente rigenerato è stato chiamato ad un’alta vocazione”. Dio è diventato il suo Dio, il Padre Celeste che si prende cura attentamente e dettagliatamente della sua anima. In questa visione, il credente vive l’alto onore di essere stato chiamato dal Buon Pastore, quindi vivrà la sua esistenza onorando questa chiamata immeritata ma ricevuta per la sola grazia di Dio.
  1. Uniti insieme: per i predatori è difficile attaccare le pecore unite, vicine al pastore e al cane che le guarda; infatti per catturarle cerca prima di disperderle e isolarle. I credenti che saranno uniti al Pastore e al corpo di Cristo (la chiesa, l’insieme dei redenti nati di nuovo) saranno inattaccabili e sempre vittoriosi davanti alle trappole dell’avversario.

II. Avanzare ovunque 

A. Senza paura

Come descrive il Salmo 121, l’aiuto e la protezione di Dio sono assicurati per chi continua il cammino anche se dovesse attraversare “la valle dell’ombra della morte”. Ciò che è più importante è la presenza di Dio: “Tu sei con me”. Qualsiasi situazione e circostanza della vita non può abbattere i figli di Dio che camminano con determinazione nei Suoi sentieri.

Nel racconto di Davide davanti al re Saul appaiono dei pericoli per il gregge che il giovane pastore guardava: il leone e l’orso. Davide difendeva ad ogni costo le sue pecore da tali pericoli. Ancor più profonda e decisa è la cura di Cristo, il Buon Pastore che ama le Sue pecore e le difende dai nemici. Possono esserci momenti di paura per il gregge ma il Pastore rassicura le pecore con la Sua perfetta protezione.

B. Con il timore del Signore

  1. Oscurità: anche dove tutto è buio “… se sto seduta nelle tenebre, il Signore è la mia luce” (Michea 7:8). Il timore di Dio sarà la giusta lucerna per indicarci le direzioni giuste.
  1. Eclissi: Nei momenti di prova, quando il sole sembra scomparire tra le tenebre più fitte, il timore del Signore guiderà nella fedeltà a Dio e nella più completa fiducia nelle Sue promesse. “Ma per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia…” (Malachia 4:2)

L’esempio biblico per eccelenza è Giobbe: quando nella sua vita si abbattono le prove più tremende (perdita dei beni, dei figli, della salute, delusione dagli affetti più cari) lui continua a fidarsi di Dio e rimane fedele fino a che nella sua vita ritorna a brillare il sole e tutto gli è donato al doppio.

  1. Alla croce. L’ora della crocifissione di Cristo è l’ora delle tenebre… tutto sembra essere finito tragicamente con la morte di Gesù. Poi avviene la resurrezione (Ebrei 13:20, 21). Ed ecco il trionfo: la morte è stata sommersa nella vittoria! C’è speranza di vita eterna per l’intera umanità!

III. Avanzare con un motivo preciso

A. Il segreto 

Il segreto alla base di un’avanzata con successo è la comunione personale con Gesù: Tu sei con me.

Poter scoprire quotidianamente il privilegio di parlare con Dio a tu per tu, tramite la preghiera personale. Il rapporto col Signore si approfondisce e si riceve la forza necessaria per andare avanti.

B. Mosè nel tabernacolo

Si trovava alla presenza di Dio, dell’Angelo di Dio. Anche sul monte Sinai parlava direttamente con Dio. Mosè era un uomo abituato alla presenza di Dio ed era il motivo che lo spingeva all’obbedienza e al servizio a Dio: “Se la tua presenza non viene con noi non farci partire da questo luogo.”

C. Paolo cammina avanti 

L’apostolo prosegue il corso in comunione con Dio… con la potenza della Sua resurrezione, per afferrare il premio finale.

 

Simone Caporaletti

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